Studio Pedagogico Pavese

Dott. Duilio Loi

gomorra

 

Quel “fare” mafioso dilatato

Gomorra, secondo la narrazione Biblica, è la città che insieme a Sodoma fu distrutta da Dio, per la corruzione dei suoi abitanti.

Roberto Saviano, nell'omonimo libro, descrive la corruzione e il malaffare camorristico presente e radicato nei territori partenopei, usando proprio come metafora e parallelo, la città narrata nella Genesi, fotografando con dovizia di particolari, un mondo singolare e al tempo stesso interessante, sia sotto il profilo Criminologico, sia Pedagogico.

Un mondo dove i modelli educativi funzionano per emulazione e la sete di potere permea le persone, fin dalla fanciullezza.

Saviano descrive faide tra clan, sparatorie e ragazzini reclutati precocemente (13-14 anni) dal “Sistema”, che a 17, diventano “capo zona”, ai quali si conferisce "potere" e si deve "rispetto".

Un contesto dove il traguardo primo, è avere il "ferro" (arma da fuoco), e il traguardo secondo, saperlo usare.

Un modello di insegnamento amplificato e dispensato nelle fiction televisive dell'ultim'ora come "Gomorra: la serie", a colpi di filosofia: "l'omm che po fà a min e' tutt, no tiene paura e 'nient" (l’uomo che può fare a meno di tutto, non ha paura di nulla), oppure: “Vien cà, vienet a piglià o’ perdono”.

 

salvatore conte

 

Fare i conti con la realtà

Nonostante l'enorme eco della fiction e delle innumerevoli parodie, che vedono Salvatore Conte tra i suoi protagonisti, la realtà è però tristemente meno filosofica e più ricca di piombo e disperazione, di omertà e connivenze; la Camorra è considerata una delle maggiori organizzazioni criminali del mezzogiorno, matrice di affari loschi e generatrice di un PIL alternativo dalle dimensioni incalcolabili.

 

pil-mafia

 

Un "sistema" dove edilizia ed appalti, racket e gioco d'azzardo, droga, traffico di armi ed esseri umani, smaltimento di rifiuti, lavoro nero nel settore dell’abbigliamento, controllo dell’immigrazione clandestina, diventano fonte di reddito parallela per migliaia di persone, in una realtà dove la disoccupazione dilaga.

 

racket

 

Tipica è la frase: "song i sord ca fann l'omm onest", a certificare la diretta relazione tra potere e danaro e la continua necessità di trovare una collocazione di "facciata" nella società civile.

E' funzionale a questo, lo stretto legame con il potere politico, il quale consente il controllo delle più rilevanti attività economiche locali, in particolare modo nelle province di Napoli e Caserta, alzando l'asticella della tolleranza sociale di cui ha un forte bisogno.

 

voto di scambio N

La camorra conta migliaia di affiliati divisi in oltre 200 famiglie attive in tutta la Campania e oltre i confini regionali e nazionali.

Interi quartieri come ad esempio "Scampìa" sono considerati vere e proprie roccaforti.

Scampìa quartiere alla periferia nord di Napoli, tra Secondigliano e Melito, al crocevia tra le province di Caserta, Avellino e Benevento, con i suoi oltre 40.000 abitanti e un'urbanizzazione particolare, situata a cavallo tra l'abusivo e il disperato, con abitazioni dalle caratteristiche non propriamente a "misura d'uomo", dove l'isediamento della società civile e dei Servizi, fatica a realizzasi.

A Scampia c'è uno dei tassi di disoccupazione più alti d'Italia, pari al 60 -75% della popolazione attiva.

 

Scampia interno Vele

 

 

Arruolamento e debito di riconoscenza

In questo contesto e con tali prerogative, non è difficile incrociare in qualunque fascia d'età, quel fare mafioso tipico del Camorrista, che mette in evidenza la ricchezza di contraddizioni, fatte di devozione religiosa e violenza, paternalismo commovente e benevolo e spaccio di droga.

 

madonna di scampia

 

Si presentano come “benefattori” offrendo protezione e servigi non richiesti, verso i quali unilateralmente, stipulano un contratto non scritto avente come unico scopo, l’affiliazione e la conseguente richiesta di un debito di riconoscenza che fa scaturire a posteriori frasi del tipo:
-con tutto quello che abbiamo fatto x te?
-vai a far del bene…

 

 

oltre Scampia...

 papillon1


Oltre Scampia, sta ad indicare che sempre più spesso, comportamenti di questo tipo, è possibile riscontrarli anche in ambienti tipicamente non criminali, anzi, ambienti il più delle volte "perbene".

Una domanda sorge spontanea: si è Camorrizzata parte della Società cosidetta "Borghese" o si è imborghesita la Camorra?

Forse la risposta più appropriata anche se non scientificamente provata, è che questi due fenomeni, si complementano vicendevolmente e parti dell'uno, si compenetrano nell'altro.

Si riscontrano così atteggiamenti paradossali nelle relazioni interpersonali e il paradosso consiste nel fatto che gratuità e benevolenza sono il mezzo e la presenza dell’altro, il fine, strumentale al soddisfacimento del bisogno narcisistico.

 

scampia6

Una forma di dipendenza interpersonale, accompagnata ad un disequilibrio nelle relazioni che possono andare dalla simbiosi (fusione con la persona), fino ad arrivare al totale distanziamento dalle stesse (appiattimento affettivo).
In sintesi, una completa diseducazione ai sentimenti.

 

scampia3

 

Dal punto di vista più “macro sociale”, queste persone, nutrono un alto livello di permanente rabbia e gelosia; sono in costante competizione con il mondo e gli è particolarmente difficile, tollerare la frustrazione della sconfitta.

uomo ben vestito

 

Si circondano/accoppiano/accompagnano con soggetti simili, rinforzandosi vicendevolmente e credendo in profondità nel disegno delirante e salvifico che mettono in atto; si vestono da paladini della moralità, pronti ad attivare una guerra santa verso chiunque identifichino come trasgressore.

Rispondono alle richieste generiche di relazione, in modo leggermente presenzialista, ma socialmente desiderabile; vanno a messa e sono anche capaci di commuoversi su acerrimi nemici di un tempo, ora defunti.

 

scampia police

 

Cambiano frequentemente “bandiera” e coloritura politica in base alla convenienza, attraverso un trasformismo magistrale.
Ostentano conoscenze di cui non dispongono, millantando credito in ogni occasione (nascondendo in realtà una bassa autostima).

Disforici, emotivamente labili, possono più facilmente soffrire di ansia e depressione; attribuiscono la colpa sempre gli altri o alle circostanze esterne, su qualsiasi cosa gli accada.
Pur di ottenere il risultato disegnato, non si fanno scrupoli se c’è da danneggiare altre persone, mantenendo un livello molto basso di “carenza del senso di colpa“, tale da rasentare misurazioni particolarmente vicine a quella che in psichiatria, viene chiamata “patologia grave del Super Io”.

 

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